Iperammortamento, il nuovo incentivo per gli investimenti
La legge di bilancio 2026, in corso di approvazione, introduce il maxi-ammortamento, una misura fiscale per stimolare gli investimenti produttivi delle imprese che andrà a sostituire Transizione 4.0 e 5.0.
Sono ammesse alla agevolazione due categorie principali:
- beni materiali e immateriali 4.0. Quelli compresi negli allegati A e B della L. 232/2016, interconnessi al sistema aziendale.
- impianti per energia da fonti rinnovabili (autoconsumo). Inclusi: impianti per produzione e stoccaggio energia; impianti fotovoltaici con moduli rientranti nell’art. 12, co. 1, lett. a), b), c) del DL 181/2023.
Si tratta di una maggiorazione extracontabile del costo del bene, valida solo ai fini delle imposte sui redditi (non IRAP), secondo tre scaglioni:
- 180% per investimenti fino a 2,5 milioni €,
- 100% da 2,5 a 10 milioni €,
- 50% da 10 a 20 milioni €
Sono previste delle maggiorazione rafforzate per la transizione ecologica, applicabili se l’investimento consente:
- una riduzione dei consumi energetici del sito ≥ 3%, oppure,
- dei processi ≥ 5%
In tali casi le aliquote sono le seguenti:
- 220% fino a 2,5 milioni €
- 140% da 2,5 a 10 milioni €
- 90% da 10 a 20 milioni €
Il Governo riscrive gli emendamenti segnalati e il Ministro Giorgietti conferma che lo sconto fiscale dell’iperammortamento sarà su base pluriennale. La maxi deduzione fino al 280% del costo di acquisto di beni strumentali finalizzati al risparmio energetico sarà riconosciuta alle imprese fino al 30 settembre 2028, data entro la quale le aziende potranno fissare la consegna del bene, se hanno versato almeno il 20% del costo di acquisto entro il 31 dicembre 2027.
Maggiori dettagli nel testo finale della legge di bilancio 2026 e nei decreti attuativi
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